Mothia e Lilybeo

Lungo la litoranea Nord, l’itinerario della Via del Sale prosegue verso l’isola di Mozia o Isola di San Pantaleo (suo nome odierno), una piccola isola in mezzo alla laguna dello Stagnone.
L'isola di Mozia un tempo si collegava alla terrraferma con la necropoli di Birgi, lungo una strada sommersa di epoca romana lunga 1.770 metri, che oggi è visibile soltanto con la bassa marea.
La strada fu costruita a circa mezzo metro di profondità; ai margini della sede stradale vi sono dei muretti eretti per impedire l’uscita dei carri che la percorrevano con l’oscurità o in caso di acque torbide.
Fino al 1971 si poteva raggiungere l'isola anche a bordo di un carretto trainato da un cavallo lungo il tracciato della strada fenicia.
Dato che la strada si trova appena sotto il pelo dell'acqua si aveva la strana sensazione che il carretto
"camminasse sull'acqua".
Era questo il mezzo più comune per il trasporto dell'uva Grillo coltivata sull'isola dal XIX sec, ed utilizzata per la produzione del Marsala.
Oggi si raggiunge dagli imbarcaderi, da cui fanno spola le barche fino all' imbrunire....

La Storia

Mozia è un'antica colonia fenicia fondata nell'VIII sec. a.C.
La posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna dello Stagnone, e naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un obiettivo ambito sia dai Cartaginesi che dai Siracusani.
Ed è proprio a causa di questi ultimi che Mothia venne completamente distrutta e presto dimenticata, per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso.
L'isola, come la maggior parte delle altre colonie fenicie, era una stazione commerciale e doveva fungere da punto di attracco per le navi fenicie in rotta nel Mediterraneo.
Sempre nell'VIII sec. inizia la colonizzazione greca, che si concentra soprattutto nella parte orientale della Sicilia, i Fenici ripiegano quindi sulla parte occidentale e Motya accresce la sua importanza divenendo una cittadina.
Nel VI sec. si acuiscono i contrasti tra Greci e Cartaginesi per il predominio sulla Sicilia e Mozia viene coinvolta; si arriva a cingerla di mura che nebpermettano una difesa migliore.
Nel 397 Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, assedia la città e pone fine alla sua esistenza. Gli abitanti si rifugiano sulla terraferma nella colonia di Lilybeo, l'attuale Marsala.
I primi rinvenimenti si devono all'inglese Joseph Whitaker, della famiglia Ingham, stabilita in Sicilia avviando un fiorente commercio di esportazione di vino Marsala. Sull'isola si erge l'abitazione dei Whitaker, oggi trasformata in museo.
È per questo che anche il vino di Mozia porta agli inglesi: il vigneto presente, pochi ettari ad alberello, risale alla nascita dell'industria enologica avviata da Woodhouse.
Presto il vino avrà una sua etichetta per un numero limitato di bottiglie da destinare ai “grandi” della terra.

Attrattive naturali e il Museo Whitaker

Quando si giunge in prossimità dell' isola di Mozia si ci sente accolti da una profusione di profumi e di colori: la vegetazione, di tipo mediterraneo, è rigogliosissima soprattutto in primavera, e già in sè costituisce un valido motivo alla visita.
Al centro sorge la bella abitazione ottocentesca dei Whitaker che ospita il museo.
Nel museo spadroneggia il Giovane in tunica
(Giovinetto di Mothia), statua in marmo ionico a dimensione umana.
La statua appare come una figura nobile dal portamento fiero e dalla lunga veste a piegoline di sicuro influsso greco.
Nel museo, vi sono esposti inoltre oggetti rinvenuti sull'isola stessa, su Lilybeo (Marsala) e nella necropoli di Birgi, sul litorale di fronte a Mozia.

Siti archeologici


La perla fenicia dello Stagnone è uno scavo archeologico a cielo aperto.
Percorrendola è possibile scoprire i resti della città fenicia: lungo il percorso si incontrano ancora resti delle
mura di difesa e delle torri di guardia, in particolare la torre orientale (a base rettangolare) con la scalinata di accesso.

Si distingue anche il Cothon: un piccolo bacino artificiale di forma rettangolare scavato all'interno dell'isola, collegato al mare aperto da un canale.
Si suppone che potesse fungere da porto per imbarcazioni piccole e leggere che facevano la spola tra l'isola e le navi ancorate allargo, per il carico e scarico merci.

Percorrendo il sentiero principale dell'isola è anche possibile vedere:
il Tophet un santuario a cielo aperto che designa l'area sacra;
la Necopoli arcaica ad incinerazione, caratterizzata da una serie di pietre tombali e di urne;
la Casa delle Anfore, situata alle spalle del museo Whitaker, deve il nome al fatto che vi hanno rinvenuto un considerevole numero di anfore... e ancora le fortificazioni;
la Casa dei Mosaici e Cappiddazzu: la zona in cui tra le cui costruzioni si riconosce un edificio a tre navate che aveva probabilmente una funzione religiosa.

Mozia, piccola ma caratteristica isoletta, rappresenta oggi un sito curioso e affascinante, sia per la bellezza del suo paesaggio naturalistico, che per l'incantevole scenario delle saline.... caratterizzate dai mulini a vento per la macinazione del sale e le vasche per la evaporazione.